La vicenda

Vw: valuta riacquisto migliaia di auto 'fuorilegge' in Usa

L’Ente di Protezione ambientale degli U.S.A. il 18 settembre 2015 ha individuato in alcuni modelli di auto diesel prodotte dal Gruppo Volkswagen un sistema in grado di alterare le emissioni di scarico ed in particolare degli ossidi d’azoto (NOx), riducendoli durante i controlli per le omologazioni.
VW ha ammesso che quei propulsori circolano anche in Europa (Euro 5) per un totale di circa 11 milioni di mezzi, dei quali quasi 650.000 in Italia, e che essi non rispettano le condizioni per l’omologazione Euro 5.

In Italia sono coinvolti:

  • proprietari o possessori di autoveicoli Volkswagen, Audi, SEAT, ŠKODA e Volkswagen Veicoli Commerciali dotati di motore diesel 1.2, 1.6 o 2.0 TDI ed omologati Euro 5, famiglia “EA189”. Per capire l’auto rientra oppure no, è necessario partire dal numero di telaio, indicato sul libretto, sul certificato di proprietà o sul parabrezza. I siti del Gruppo hanno un sistema accessibile online che permette di verificare se si è coinvolti o no.

I numeri dei veicoli interessati in Italia:

– 361.432 Volkswagen
– 197.421 Audi
– 35.348 SEAT
– 38.966 ŠKODA
– 15.291 Volkswagen Veicoli Commerciali

Il Gruppo tedesco ha annunciato che effettuerà una campagna di richiamo intervenendo sul software per tutti i modelli, mentre andrà anche aggiunto un componente plastico sui soli modelli 1.6. In Germania la campagna è iniziata a febbraio 2016 con il modello Amarok, per poi passare ad altri modelli. Nel resto d’Europa le attività sono partite ad aprile 2016. I proprietari coinvolti vengono contattati dalla casa automobilistica e invitati a portare il mezzo in officina per l’aggiornamento del software.

La questione. Il problema.

La questione che ci interessa tutti da vicino è questa: oltre a sapere di aver avuto sul mezzo un sistema elettronico che in determinate condizioni ambientali faceva comportare il motore diversamente da come ci saremmo aspettati (senza che nessuno lo avesse mai comunicato), oltrechè trovarci con la possibilità, ventilata da molti, che i consumi effettivi sino siano stati sino ad ora maggiori rispetto a quelli dichiarati al momento dell’acquisto, si paventa per il futuro il rischio che la nostra vettura, dopo il cosiddetto ‘service‘, consumi ancora diversamente da prima, ovviamente il problema sarà se il consumo sarà maggiore o le prestazioni inferiori o meno godibili. In questo caso ci pare he ci siano gli estremi per pretendere di essere indennizzati.

Sviluppo primavera 2016. In Germania nella primavera 2016 alcuni modelli coinvolti sono stati approvati dalla KBA. Tra questi l’Amarok. Sui rulli, secondo i test NECD, le prestazioni ed i consumi pare che siano stati in linea con quanto previsto dalla normativa. Tuttavia, nella prova su strada condotta privatamente dalla rivista Auto und Motor Sport con i tecnici di Emission Analytics, si sono rilevati degli aumenti del consumo di carburante: una delle chiavi del problema, la differenza dei consumi tra prova su rulli e prova su strada. E come la mettiamo? Potremmo decidere di non voler far modificare l’auto.

E se però un giorno le autorità dovessero sostenere che le nostre auto, non modificate, non possono essere ritenute omologate?Dilemma.

Le novità del maggio 2016 non ci rassicurano affatto. Alla domanda cosa succede se l’automobilista non vuole sottoporre l’auto al ‘service’ proposto dal Gruppo Volkswagen, la prima risposta arriva dalla Spagna, e lo abbiamo scoperto grazie alla collaborazione dei nostri legali tra membri del GJN, in questo caso dello studio BCV Lex di Madrid.

VW chiede una sorta di liberatoria scritta in cui si dichiara di “accettare e manifestare di aver considerato tutte queste circostanze nella decisione di non realizzare l’intervento indicato, pur avendo ricevuto richiesta in tal senso”.

E le circostanze sottoposte al proprietario, nella loro vaghezza, ventilano ipotesi tutt’altro che rasserenanti.

Infatti, nel documento che pubblicheremo nelle prossime ore si trova scritto: “sono stato informato dalla concessionaria…che il veicolo con n. telaio sopra indicato è coinvolto dall’incidenza relativa alle emissioni di ossidi di nitrogeno (NOx) e deve essere sottoposto ad una misura di servizio (intervento).

Sono stato altresì informato che, nonostante il veicolo sia sicuro ed atto alla circolazione da un punto di vista tecnico, nel caso non venga completata la misura di servizio, le autorità potrebbero adottare le misure opportune”.

Ecco il documento.

liberatoria spagna

E così, finalmente, dopo 8 mesi dall’inizio della vicenda, il produttore tedesco cala, discretamente, una nuova informazione che cambia completamente lo scenario sinora visto: ai clienti viene sì ribadito che l’auto va modificata (che cosa comporteranno queste modifiche in futuro, non viene detto – importante -) ma li si avverte che in caso negativo le autorità potrebbero adottare delle non meglio specificate “misure opportune”.

Dunque l’automobilista-proprietario resta doppiamente ignaro della situazione. Non sa come cambierà la sua auto se accetterà di ridarla in mano al produttore/distributore, non sa cosa capiterà qualora non dovesse accettare il service.

Per il momento confermiamo che ci sembra doveroso essere molto cauti in tutto quello che si fa e che si firma, e tenersi aggiornati. L’unione fa la forza e più cresciamo più possiamo veramente capire le questioni tecniche e saperci poi regolare dal punto di vista legale.

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