Obiettivi e attività del Comitato

Nato ad ottobre del 2015, il Comitato si è prefisso da subito di ottenere un giusto risarcimento per tutti i possessori di auto diesel del Gruppo Volkswagen che hanno subito un danno conseguente all’acquisto e all’utilizzo di veicoli con emissioni inquinanti di ossidi di azoto (NOx) non conformi a quelle normativamente fissate.

E’ stata nostra opinione ed aspettativa, all’inizio, che ciò richiedesse, tra le varie misure, l’immediata attivazione del Gruppo di adeguati rimedi consistenti ad esempio nella modifica – eventualmente previa nuova omologazione dell’autovettura – del veicolo così da renderlo conforme alle caratteristiche legali e contrattuali o nella sua sostituzione con altro veicolo rispondente a tali caratteristiche, oppure nella restituzione del relativo prezzo, oltre al risarcimento del danno. Leggendo le dichiarazioni del Gruppo nella fase iniziale della crisi, ci saremmo attesi questi comportamenti.

Purtroppo negli ultimi mesi 2015 e primi 2016 il gruppo automobilistico ha preso una strada diversa, tenendo un comportamento differenziato tra i veicoli USA/Canada e quelli del resto del mondo, italiani ed europei compresi, non offrendosi di risarcire alcun danno (rispetto ai 5.000 $ di cui si parla per oltreoceano) e rimanendo molto vago sul contenuto e sulle conseguenze dell’azione di “service” che verrà effettuato sulle auto. Qui sotto sotto il documento del 27.4.2016, in anteprima per l’Italia, di quanto VW fa firmare ai propri clienti in Spagna che non vogliono sottoporre il loro veicolo all’azione di service. Ne discutiamo nella pagina “la vicenda“.

liberatoria spagna

Il Comitato coopera con il progetto emissionidiesel.com, una piattaforma creata da due studi legali italiani con legami e relazioni internazionali derivanti dall’appartenenza al Global Justice Network, contando su diverse centinaia di adesioni, e prosegue nel suo percorso di crescita. Questo contatto continuo ci permette di accedere a livelli di informazioni e tutela decisamente elevati.

Con il loro ausilio ad ottobre 2015 abbiamo così incontrato in mediazione i legali di Volkswagen ed un loro dirigente. Anche se l’esito è stato negativo, ci ha permesso di comprendere alcune importanti notizie.

Ad aprile 2016, consci che sia necessario attivarsi concretamente, abbiamo presentato al Tribunale Federale della California un’istanza per ordinare a VW e  Bosch (produttrice della centralina dei motori EA 189) di consegnarci tutti i documenti che forniranno nella causa U.S.A.

L’11 maggio 2016 abbiamo intrapreso la nostra terza iniziativa giudiziaria, lanciando una class action nel Tribunale di Venezia nei confronti di Volkswagen Italia S.p.A. e Volkswagen AG, la capogruppo tedesca, che erano già state citate da Codacons.

Il Tribunale di Venezia ha respinto per motivi strettamente procedurali il nostro atto di intervento, e così siamo ripartiti per notificare un’azione giudiziaria completamente indipendente che chiederemo venga riunita a quelle già pendenti.

Nel frattempo, restando molto perplessi sull’aspetto tecnico dell’azione di service che viene proposta dal costruttore, insieme agli avvocati di Emissionidiesel abbiamo concepito delle domande molto chiare da formulare a VW quando “vi convoca a visita”. Siete liberi di utilizzarle come e quando preferite.

Gentile VW/concessionario, Vi chiediamo con cortesia di fornire chiarimenti scritti su determinati aspetti che seguono.

Nella prima lettera datata —— mi è stato detto che l’intervento rientra in un piano d’azione condiviso da VW con l’autorità tedesca “per il rilascio dell’omologazione del veicolo stesso”.

  1. Il veicolo sino all’attualità è stato da considerarsi NON omologato?
  2. Il veicolo, se non venisse sottoposto all’intervento tecnico”, NON SARA’ PIU’ considerato omologato?
  3. Quali sono le informazioni/prescrizioni/deadlines al riguardo che vi hanno fornito l’autorità tedesca e l’autorità italiana?

Come comprenderete si tratta di elementi della massima rilevanza e delicatezza (non c’è bisogno che vi ricordi quali potrebbero essere, sul piano generale, le conseguenze sul piano civile e penale per circolare con un’autovettura non omologata) per cui mi aspetto che fughiate i miei dubbi con risposte celeri, certe, affidabili e scritte.

Nella seconda lettera datata —— mi viene detto che “l’Autorità competente per l’omologazione…ha confermato che l’aggiornamento non influisce su prestazioni, consumi o emissioni di CO2”. Qui l’aspetto è ancora più interessante, e Vi chiedo:

  1. Le conferme dell’Autorità competente si riferiscono a verifiche effettuate su strada (Real Driving) oppure in modalità NEDC, cioè con l’auto sui rulli?
  2. Siete in grado di garantire che la mia auto, nell’uso quotidiano per cui è preposta, qualora sottoposta all’intervento tecnico proposto, non subirà alcun tipo di modifica peggiorativa in termini di prestazioni, consumi o emissioni di CO2, rispetto alle condizioni attuali?

Anche in questo caso sono certo comprendiate si tratti di elementi della massima rilevanza, che a mio parere influenzano la stessa validità del contratto di acquisto del veicolo e la bontà del prodotto acquistato; mi attendo pertanto che fughiate pure sotto questo aspetto i miei dubbi con precise risposte, dovendo altrimenti dedurre che i fatti siano proprio come temo che siano, con ogni conseguenza sul piano legale>>.

 

Proseguiremo nel completamento del sito ampliamendo le sue funzioni informative la sezione documenti.

Lo Statuto del Comitato é scaricabile da questo link